Tra le razze di forma e
posizione liscia, la razza spagnola è spesso considerata una razza facile,
personalmente ritengo sia più corretto definirla semplice dal momento
che non presenta particolari caratteristiche estetiche anche se è comunque
un vero e proprio rompicapo ottenere soggetti rispondenti ai dettami dello standard
perché alla struttura esile e slanciata occorre unire zampe corte e piccole
e una posizione leggermente più bassa rispetto ad altre razze. Chi alleva
questo canarino sa bene quanto sia difficile raggiungere tale risultato. E'
comunque una razza semplice nel senso che è dotata di sobria eleganza,
di grande rusticità e ottima predisposizione all'allevamento. Sicuramente
il grande successo che sta riscuotendo in tutta Europa ed America Latina si
deve proprio alle sue doti riproduttive sia per l'utilizzo come balia di razze
difficili sia per il vantaggio di poter scegliere ogni anno i futuri riproduttori
tra i molti novelli svezzati. E' certamente un canarino ideale per i novizi
che abbiano il desiderio di partecipare ai concorsi per il motivo che non necessita
di particolari cure né in allevamento né durante la preparazione
alle mostre, molto meno impegnativo ad esempio di un canarino di colore bianco,
perché se è vero che chiunque può ottenere soggetti di
grande pregio è ancor più vero che pochi sono veramente capaci
di presentarli alle esposizioni nelle condizioni di candore assoluto e piumaggio
perfetto.
E' un canarino che può dare grandi soddisfazioni anche ad allevatori
esperti nell'allevamento di razze più sofisticate perché suscita
simpatia, sa farsi apprezzare per la sua vivacità, la robustezza, l'indole,
accompagnate, addirittura esaltate dalla taglia minuta. Ed è proprio
la taglia uno dei temi più dibattuti ed una delle voci più importanti
dello standard. Occorre però fare attenzione e leggere bene i criteri
di giudizio, personalmente ritengo che il punto che più di altri ci può
chiarire le idee sia quello relativo alla procedura di giudizio, che recita:
"Una prima scelta sarà effettuata osservando il canarino dall'alto
eliminando quelli con le spalle larghe ed il corpo non sufficientemente sottile.
Dopo di che si osserverà la taglia." Le voci che compongono lo standard
sono diverse, taglia e corpo sono le più importanti, 25 punti ciascuna.
Da questo penso si possa evincere che nella selezione così come nel giudizio
si debba dare alla taglia il peso che merita, dopo avere però osservato
il corpo o meglio la forma. La rs è infatti un canarino di forma e posizione
e non un canarino di taglia quindi dobbiamo ricercare in primo luogo una forma
e una posizione che ci permettano di identificarlo come tale. Le dimensioni
richieste per gloster, fife,hoso e rs sono identiche, ma ciò che distingue
ciascuna di queste razze tra loro è la forma del corpo e la posizione
assunta sul posatoio. La razza spagnola si caratterizza per avere il corpo sottile
ed affusolato, spalle strette, diritte e non spioventi, petto stretto. La colonna
vertebrale deve essere diritta, spalle, schiena e coda devono dunque essere
sulla stessa linea, ad una struttura corporea di questo tipo devono aggiungersi
testa piccola, stretta, non troppo schiacciata, e collo ben staccato dal corpo,
le zampe siano corte, soprattutto la coscia, il piumaggio lucido, ben serrato,
la posizione leggermente inferiore ai 45°, la taglia minuta. Per arrivare
a questo risultato ci sono voluti decenni di selezione, partendo da ibridazioni
con il verzellino e il canarino selvatico, i cui tratti salienti, positivi come
la taglia minuta e le zampe corte e negativi come invece la forma tozza, l'assenza
di collo, la testa piatta e grossa, si riscontrano principalmente nei ceppi
di verdi. Successivamente alcuni allevatori si orientarono nella selezione di
soggetti dal corpo più sottile, ricorrendo ad altri meticciamenti, sicuramente
anche con l'hoso, da cui derivano i difetti relativi a posizione e zampa lunga.
Le due linee selettive erano dunque accomunate dalla ricerca di un canarino
di taglia ridotta, vivace, rustico, ma con caratteristiche differenti tra loro
se non opposte. Queste linee si potevano identificare in modo molto semplice
per il fatto che la più antica era rimasta fedele anche al colore originario
ovvero il verde, la seconda al contrario privilegiava l'allevamento di soggetti
più slanciati, che erano in prevalenza gialli. Dunque due linee selettive,
due colori, due concetti opposti. In Spagna la diatriba è rimasta viva
per molti anni e forse in misura meno accentuata lo è ancora oggi, spesso
ai concorsi spagnoli è quasi sempre il giallo ad aggiudicarsi il primo
premio perché spesso il verde è guardato e giudicato con sospetto.
Senza entrare nel merito della discussione penso si possa però apprezzare
l'onestà delle ragioni delle due parti, dicendo che l'origine è
comune ed è rappresentata dall'accoppiamento di canarino domestico, canarino
selvatico e verzellino tra di loro, in seguito per poter inserire e fissare
altri caratteri, estranei all'ancestrale, come il collo ben evidente, la testa
piccola ed il corpo sottile i gialli erano i più adatti. Tuttavia, proprio
lo standard alla fine ha reso giustizia al lavoro di selezione condotto in direzioni
opposte per il semplice motivo che fonde in un unico soggetto le caratteristiche
peculiari di entrambe: taglia minuta, corpo esile, zampe corte, collo ben separato
dalle spalle, testa piccola. Oggi è possibile vedere ai concorsi, soprattutto
ai più prestigiosi, in Spagna così come in Italia ed anche in
Francia e in Germania, canarini di razza spagnola di grande qualità e
di diversi colori. Lo standard per quanto rappresenti un ideale irraggiungibile
ci è di grande aiuto per quanto riguarda la selezione del nostro ceppo,
il problema è saperlo interpretare correttamente con serenità
per avvicinarsi il più possibile alla perfezione , ma sempre operando
con buon senso per ottenere soggetti che siano armonici nel loro complesso.
A parte qualche eccezione, tra i soggetti presenti ad una mostra non esistono
grandi differenze di taglia, intesa come lunghezza del canarino in sé,
esistono invece enormi differenze per quanto riguarda l'equilibrio tra tutte
le voci contemplate nello standard, questa differenza, questa impronta è
il gusto dell'allevatore è ciò che identifica un ceppo, una linea
selettiva.
Testo di
Vittorio Paramatti
Articolo gentilmente concesso da Uccelli www.uccellibis.com