Testo : Pasquale IOVINO
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La suddivisione
delle categorie intenso e brinato alle mostre ha permesso la rivalutazione di
quest’ ultimi molto spesso sottovalutati nelle nostre esposizioni per
ovvie ragioni più volte ribadite.
Le discussioni più frequenti che si sentivano durante le tante manifestazioni
ornitologiche erano molte a volte retoriche tra cui “..ha vinto per l’ennesima
volta un intenso, ma è normale non c’è storia!!! etc.etc.”
oggi fortunatamente questo problema è stato superato in quanto in fase
di giudizio la valutazione viene fatta su soggetti aventi caratteristiche di
piumaggio simili.
Ai fini riproduttivi l’introduzione dei brinati e di indiscusso vantaggio,
in alcuni soggetti intensi vanno a migliorarne sicuramente il piumaggio, come
sicuramente deleterio è l’accoppiamento brinato per brinato.
A rigor di logica la migliore unione dovrebbe essere intenso per brinato, ma
secondo il mio modesto parere questo non è sempre vero per arrivare a
primeggiare alle mostre.
Secondo una linea di pensiero del tutto personale il migliore accoppiamento
è intenso per semi-intenso qualche volta intenso per intenso soprattutto
in quei soggetti in possesso di un buon piumaggio, molto compatto senza la tipica
“incravattatura” sul petto e parti prive di piume, soprattutto nella
zona retro-oculare.
Prima di iniziare l’analisi di quei teorici accoppiamenti mi sento di
fare una premessa e dico che da una coppia lontana dallo standard, difficilmente
si otterranno buoni risultati, in quanto mancano quei requisiti minimi ed essenziali
per avviare quel processo di selezione necessario per la crescita del proprio
allevamento.
Per iniziare ad allevare questa splendida razza, come del resto per ogni razza,
bisogna partire con poche coppie magari provenienti da qualche allevatore di
provata serietà e che disponga di un ceppo ben stabilizzato, e iniziare
con l’accoppiamento più classico ossia intenso per brinato, da
questo accoppiamento sicuramente si otterranno dei buoni soggetti ottimi per
piumaggio, magari un poco grossi di taglia, ma su questi bisogna lavorare valutando
le caratteristiche di ogni uno.
Scarteremo tutti quei soggetti che superano i 12,5 cm, e tutti quei soggetti
che mostreranno zampe molto lunghe o piumaggi scomposti sia negli intensi che
nei brinati.
Dopo questa prima cernita avremo a disposizione un gruppo, molte volte limitato
nel numero, di soggetti su cui poter incominciare il nostro cammino verso lo
standard.
Un’attenzione particolare di auto-valutazione e di auto-critica va sempre
fatta cioè, non bisogna mai sopravvalutare i propri soggetti e non bisogna
impietosirsi davanti a dei canarini che non rispecchiano in linea di massima
i criteri che lo standard impone, in quanto se saremo troppo clementi non arriveremo
mai a fare quella scrematura necessaria per arrivare al traguardo prefissatoci.
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Suddivideremo da una parte gli intensi e dall’altra metteremo i brinati
e semi-intensi avendo cura di formare, quando sarà il periodo, delle
coppie così assortite: prenderemo quei soggetti intensi piccoli di taglia
magari con un piumaggio ancora da sistemare e li accoppieremo a dei soggetti
brinati ottimi di piumaggio e di taglia non eccessiva, i soggetti intensi ottimi
per piumaggio e con zampe perfette li accoppieremo a dei soggetti semi-intensi
con le stesse caratteristiche.
Dopo questo seconda fase di accoppiamento dovremmo cominciare a ottenere qualche
soggetto interessante per piumaggio e per taglia.
Al terzo anno se abbiamo lavorato bene gli anni precedenti possiamo tentare
ad unire intenso per intenso chiaramente con quei soggetti che ne permettano
tale unione ossia con quei pregi già menzionati precedentemente per cercare
di ridurre ulteriormente la taglia.
In tutto quanto precedentemente detto e senza voler essere contraddittorio non
bisogna però mai trascurare l’accoppiamento classico intenso per
brinato in quanto risulta in ogni caso l’accoppiamento che garantisce
in assoluto il miglior risultato in fatto di piumaggio e pertanto comunque necessario
per avere in allevamento dei canarini dal piumaggio eccellente.
Ci sono altri fattori che possono influenzare positivamente, se fatto con la
dovuta conoscenza, la selezione del canarino razza spagnola, quest’ultimo
aspetto e riferito alle varie mutazioni di colore, ma questo è un aspetto
che merita un discorso a parte.
Quanto detto vuole dare un ulteriore contributo per la divulgazione di questa
ormai nota e affermata razza di canarino e un aiuto per chiunque si volesse
avvicinare a questo minuscolo esserino dall’aspetto tanto delicato ma
che delicato non è
Pasquale
IOVINO