Testo e foto: Pasquale IOVINO
Fattori estetici e di gusto personale, dal punto di vista del colore, possono
sicuramente influenzare la scelta dei soggetti da inserire nel proprio allevamento.
La razza spagnola nasce come un canarino fondamentalmente verde, in quanto legato
strettamente all’ancestrale, ma sapienti allevatori sono riusciti a inserire
in questo uccello, come del resto in tante altre specie, delle nuove mutazioni
frutto di studi genetici e selezione accurata, si pensi alle varie mutazioni
di colore che si sono avute nel cardellino, lucherino nel padda etc.
Le mutazioni di colori hanno interessato quasi tutte le specie di uccelli allevati,
dagli indigeni agli esotici, dai canarini ai pappagalli etc.
L’allevatore, molte volte esasperando alcuni fattori, è riuscito
addirittura a togliere quasi tutti i colori a degli uccelli che del colore facevano
il loro punto di forza, si pensi alle tante mutazioni che si sono avute su alcune
specie silvane ma questo come premesso fa parte del gusto dell’allevatore
e pertanto non mi permetto di giudicare tale operato, in quanto mi rendo conto
che non è cosa facile ottenere un cardellino tutto bianco con la sola
mascherina rossa etc.etc.
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Premesso ciò posso affermare che tante mutazioni hanno interessato anche
il nostro piccolo canarino sicuramente traslandole dal canarino di colore.
Tra i colori più comuni che possiamo trovare in giro per le mostre sono:
- CINNAMON;
- ARDESIA;
- AGATA;
- AVORIO;
non ho menzionato i verdi e i gialli perché ritengo che sono i colori
di partenza di ogni allevatore e sicuramente quelli più diffusi.
Quando si parla di mutazioni, nel senso più stretto del termine, solitamente
si fa riferimento ai canarini di colore per indicare quelle che sono le caratteristiche
cromatiche e non solo, ma mi rendo conto che poco hanno a che fare con essi
i nostri beniamini, in quanto nei canarini di colore, oltre che al colore di
fondo si tiene conto del disegno delle varie cromie etc.
Questo ovviamente non succede nella razza spagnola in quanto queste mutazioni
sicuramente vanno a stimolare e incuriosire l’osservatore ma non sono
essenziali nell’ottenimento di buoni risultati espositivi, o per lo meno
così dovrebbe essere, anche se è una componente importante che
può influenzare a mio avviso, a parità di giudizio.
La valutazione di un buon soggetto viene fatta rispettando altri parametri quali
la taglia, la testa, il collo, il corpo etc. e non sicuramente il colore.
Analizziamo ora per sommi capi le varie mutazioni partendo dal cinnamon che
é sicuramente uno dei più interessanti, insieme all’avorio,
dove il particolare piumaggio, la cui piuma risulta essere più stretta
e serica, dà a questi un aspetto molto compatto e nello stesso tempo
più slanciato.
I soggetti interessati da questa mutazione sono spesso utilizzati per sistemare
alcuni piumaggi in canarini che necessitano di piccoli ritocchi.
Il fattore cinnamon è un fattore sesso legato, ossia trasmissibile in
maniera diretta da un maschio cinnamon o da un portatore maschio e in maniera
indiretta da una femmina cinammon dove si avrà una prole maschile legata
a questo fattore ossia portatori.
Tale fattore può rimanere allo stato latente in alcuni soggetti “maschi”portatori,
per poi manifestarsi al momento che si accoppia uno di questi ad una canarina
normale, la prole che ne uscirà sarà interessata da un 25 % di
femmine cinnamon 25 % maschi portatori l’altro 50 % maschi e femmine non
interessate dal fattore, chiaramente le percentuali sono solo teoriche, in quanto
da un esperienza personale con un soggetto portatore in una stagione riproduttiva
sono riuscito ad avere solo un soggetto cinnamon, mentre l’anno successivo
mi ha regalato ben quattro femmine e più maschi portatori.
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Quando appena detto è solo uno dei risultati che si possono avere dagli
accoppiamenti tra soggetti interessati da questo fattore, e ovviamente non l’unico,
ma non mi soffermo in merito.
Tra i canarini a fondo bianco da me preferiti in quanto riescono ad esprimere,
se in perfette condizioni di piumaggio e di un colore uniforme, veramente uno
stile che niente ha da invidiare ad un verde, sono gli ardesia, questo colore
conferisce al soggetto molta eleganza dando l’impressione all’osservatore
di un soggetto grazioso, molto piccolo e ben delineato nei propri segmenti “chiaramente
nei soggetti tipici”.
L’avorio invece tra i lipocromici lo definirei come il cinnamon nei melaninici
in quanto viene molto spesso utilizzato per sistemare alcuni gialli il cui lipocromo
tende a diventare un po’ slavato.
Parlando con allevatori di canarini di colore ho potuto apprendere che per dare
maggiore lipocromo ai canarini gialli vengono inseriti soggetti di questa mutazione,
anche se in alcuni casi si perde il famoso giallo limone per prendere una colorazione
giallo ocra, ma anche questa operazione diventata essenziale quando si palesano
in un ceppo delle carenze di lipocromo. Anche questo fattore è sesso
legato.
In ultimo ho lasciato l’agata, non certo per sminuire la bellezza di questi
soggetti, in quanto quest’anno girando per le varie mostre ho visto soggetti
veramente strepitosi.
Il colore tipico di questa mutazione e molto simile alla “pietra agata”
e conferisce al soggetto tanta eleganza, anche questi soggetti, sono sesso-legati.
In conclusione posso affermare come ho già detto nell’ introduzione
che oltre all’aspetto estetico, sicuramente da non trascurare, perché
non ci dobbiamo dimenticare che alleviamo soprattutto per il gusto di goderci
i nostri soggetti nel vivo dei propri colori e delle proprie forme, queste mutazioni
servono anche per portare stimoli nuovi in allevamento, e a dare linfa nuova
a quei ceppi che risultano arrivati da un punto di vista selettivo, ma non bisogna
dimenticare che se non introdotte con la dovuta conoscenza possono accentuare
in maniera esponenziale anche i difetti.
Pasquale
IOVINO.