Testo e foto: Fabio Guzzi
Oramai ci stiamo avviando alla fine della stagione delle mostre, una stagione molto intensa, e devo dire anche piena di grandi soddisfazioni. Non parlo solo dei risultati da me ottenuti ma soddisfazioni per noi allevatori di Razza Spagnola che in questo anno abbiamo raggiunto i massimi livelli.
Foto 1: Razza Spagnola
Ricordo le difficoltà avute dal giudice Passignani ad Ariccia a scegliere i vincitori visto, detto anche da lui, il livello altissimo degli spagnoli presenti. E questo per noi “SPAGNOLISTI” è un grande traguardo.
Foto 2: Giudice Passignani alla Specialistica ROMA 2006
Secondo il mio
modesto parere, grazie all’entrata della categoria dei brinati nelle mostre
la Razza Spagnola ha avuto una grande crescita qualitativa.
Quando ho iniziato nel 1998 ad allevare questo splendido uccelletto, alle mostre
non c’era differenza di categoria, quindi era naturale che fino ad allora
avevano vinto soltanto canarini intensi, ed era quasi impossibile vedere esposti
dei brinati.
Questo in un certo senso stava provocando danni irreparabili allo standard ideale
dello Spagnolo, era normale che un po’ tutti si concentravano sul canarino
intenso, trascurando irreparabilmente il brinato e non solo, erano tanti che
accoppiavano intenso per intenso, con la convinzione che almeno un soggetto
carino che potesse farli vincere usciva fuori.
Per fortuna io
non sono mai caduto in quelle tentazioni, anzi per me il brinato è sempre
stato fondamentale nel mio allevamento, e non solo per correggere il piumaggio,
anche per esempio la correzione delle gambe, addirittura quando la gambe cominciavano
ad uscire troppo fuori a furia di stringere devo ammettere che ho anche accoppiato
brinato per brinato.
Lo Spagnolo per me è un canarino eccezionale, ma non facile così
come si pensa, molti lo usano come balia convinti che sia semplice e che cresca
il piccoli con grande facilità. Io dalla mia breve esperienza credo che
lo Spagnolo non sia più o meno bravo ad allevare di un canarino di colore
o di un inglese qualsiasi. Anzi il canarino di razza spagnola è un canarino
complicato, le due cose essenziali sono alimentazione molto controllata e pulizia,
lo spagnolo è molto delicato e a differenza di altri canarini è
difficile trovarne qualcuno in mostra che non sia infiammato o addirittura che
non abbia la pancia nera in più subisce molto lo stress e non familiarizza
facilmente con altri canarini.
Foto 3: Guzzi in allevamento
Quindi io credo
che sia vero che in un ambiente pulito con cibo controllato, non stressato lo
spagnolo allevi magnificamente, ma sinceramente in un allevamento con queste
caratteristiche non vedo quale uccello non sia ugualmente bravo……………..
Un’altra cosa che spesso inganna chi vuole allevare lo spagnolo e la continua
ricerca di soggetti piccoli, sempre più piccoli, invece credo che una
cosa è scegliere il canarino da portare in mostra e un’altra cosa
è cercare soggetti da inserire nell’allevamento, io spesso scelgo
canarini che abbiano caratteristiche tali da correggere difetti o sbavature
e non sempre questi soggetti sono piccoli. Lo stacco del collo la testina a
nocciola, la mancanza di petto sono secondo me caratteristiche più importanti
della grandezza.
Ogni anno scelgo il soggetto dell’anno, il soggetto che più di tutti si avvicina allo standard ideale. In questa annata il best l’ho è un maschio giallo intenso con una macchia sulla spalla, un maschio che questo anno sarà il mio stallone, ebbene devo ammettere che non ha partecipato a nessuna mostra, perché è un pochino grande.
Foto 4: Gruppo CIRS 2006
Ma per finire devo anche ammettere che se oggi lo spagnolo in Italia sia diventato così importante il merito è anche del “Club della Razza Spagnola” anzi le mie quattro medaglie d’oro vinte a Reggio Emilia le dedico al Club e ai componenti me compreso, la sana competizione presente in questa Club ci ha fatto crescere molto, o Dio non credo che al Presidente Zen o il Vice Presidente Paramatti faccia piacere non vincere più tutto, ma credo che il loro esempio sia diventato di grande stimolo per tutti noi che di questo club siamo l’anima.
Fabio Guzzi